"Nel parcheggio dell'Esselunga, apro il bagagliaio dell'auto per prendere i variopinti sacchetti di stoffa che, come per ogni brava massaia, fanno ormai parte del corredo della macchina.
domenica 6 novembre 2016
lunedì 22 agosto 2016
5 anni fa
5 anni fa, la comparsa dei primi peli bianchi nella barba aveva messo a dura prova la mia stabilità psicologica.
martedì 16 agosto 2016
Al pari di una grossa bomba
Al pari di una grossa
bomba, che richiede un minuscolo detonatore per esplodere, nella vita di ogni
individuo grandi conseguenze sono spesso innescate da piccoli eventi.
giovedì 4 agosto 2016
Alla stazione di servizio
Alla stazione di servizio, dove mi rifornisco abitualmente di carburante, mi trovo spesso a riflettere su qualche argomento di interesse scientifico stimolato dal via vai di clienti che si alternano sul piazzale mentre, con assoluta precisione, riempio il serbatoio dell’auto fino all’orlo, così da avere un punto di riferimento sicuro per il calcolo dei consumi medi.
martedì 2 agosto 2016
Questa sera Adele non ci sarebbe stata per l'ora di cena
Questa sera Adele non ci sarebbe
stata per l'ora di cena. Decido di dedicare
l'ultima ora di sole della giornata ad una piacevole pescata sulle sponde del
torrente S. Giovanni.
Ogni volta che guardo tra gli annunci di vendita
Ogni volta che guardo tra gli annunci di vendita rimango colpito da quanto siano vari e variopinti.
Alcuni paiono molto tecnici, delle vere e proprie pagine di wikipedia a descrizione dell'oggetto, altri piuttosto equilibrati recanti quella che a mio giudizio potrebbe essere la giusta quantità di informazioni, per arrivare poi a quelli così scarni e poveri in cui l'unico elemento in grado di far intuire cosa si stia vendendo è la foto.
I venditori si distribuiscono senza soluzione di continuità dall'una all'altra
categoria, ma sono gli elementi di decoro, i modi di dire da annuncio, che davvero solleticano la mia curiosità...
"vero affare!"... "rarissimo!"... "per
collezzionisti!" (solitamente scritto con due Z come a rafforzare la
categoria)... "per veri intenditori!".
Vorrei davvero sapere quanto effetto abbia sui possibili acquirenti uno di
questi "mantelli" con cui vengono avvolti spesso degli oggetti molto
comuni.
Io, purtroppo, una volta cascai in questa trappola ben congegnata ed in un
negozietto del sud della Sardegna, fui preso all'amo da un cartello che recitava - "Rarissimo oggetto d'epoca nuragica!" - e dopo una lunga insistenza feci acquistare da mia madre, alla modica
cifra di 5000 lire, un vero pezzo di storia.
Uscii dal negozio con un sacchetto contenente il prezioso reperto e mi diressi emozionato al parcheggio, seguito da genitori e fratello stranamente calmi nonostante l'affare appena concluso. In auto, mentre mio padre guidava accompagnandoci a casa di nonno Antioco, strappai il sacchetto e delicatamente srotolai, dal foglio di carta velina con cui era stata confezionata, la statuetta di bronzo raffigurante un guerriero dotato di coltello e scudo. Scolpito in epoca nuragica, questo bronzetto recava tutti i segni del tempo trascorso e l'ossidazione prodotta dalle intemperie a cui era stata sottoposto prima del ritrovamento.
Custodii gelosamente quel reperto dall'inestimabile valore per dieci anni
almeno.
Ogni volta che rimiravo il mio tesoro pensavo a quanto fosse stato tonto il venditore a lasciarmelo per così poco... e a quanto fosse fortunato, il venditore
stesso, avendone un banchetto quasi pieno. Un vero tesoro!
Solo un'accresciuta saggezza, molti anni dopo, mi fece infine valutare con nuovi
occhi tutta la vicenda.
Da allora la statuetta giace in un angolo sulla cornice del camino di casa dei miei genitori. Si staglia netto come monito per il futuro.
Ah... amari ricordi del tempo che fu.
Questa è solo una vecchia storia.
Ma a proposito di vecchio:
Vendo rara statuetta antica, soldato di bronzo della civiltà Nuragica! VERO
AFFARE PER COLLEZZIONISTI!
sabato 30 luglio 2016
Nel corso della mia vita
Nel corso della mia vita non sono
mai stato molto alla moda o di tendenza. A ben vedere, devo ammettere, raramente ho varcato la soglia della decenza in fatto di cura dell’aspetto
estetico, scelta dei vestiti ed accessori adottati.
Sono innumerevoli gli esempi di
scelte errate o “fuori tempo” che ho compiuto più o meno inconsapevolmente ed
ognuna di queste è stata redarguita, corretta od eliminata da una delle persone
che, in quel presente, faceva parte del mio gruppo sociale o familiare.
mercoledì 27 luglio 2016
La mutanda lisa
Solitamente, l'intimo che possiedo, ha una durata media
della vita paragonabile a quella di molti rapporti sentimentali e questo vale,
in particolar modo, per le mutande. La lunga esistenza di questo indumento,
riposto più o meno ordinatamente nel mio cassetto, può essere facilmente
suddivisa in tre diverse epoche comparabili a quelle vissute con Lisa, la mia
prima fidanzata.
domenica 24 luglio 2016
Cominciò tutto diversi anni fa
Cominciò tutto diversi anni fa.
Ricordo ancora quando il 18 settembre del 2006 conobbi
un certo Andrea, amico di amici, in una caffetteria fuori Borgomanero.
Un ragazzotto dall'aria sicura e dall'atteggiamento
piuttosto gioviale.
Quasi. Un blog di Luca Cavigioli
Fin dalle scuole medie inferiori, non sono mai stato bravo a scrivere. La mia insegnante di italiano assumeva un'aria preoccupata ogni volta che mi avvicinavo alla cattedra per consegnare il tema che ci aveva imposto come verifica periodica.
Alle scuole superiori, per i temi, si usava piegare in due il foglio protocollo e solo la colonna di sinistra, così generata, veniva utilizzata per scrivere. Sistematicamente, cercavo di rubare margine piegando prima della mezzeria il foglio, avendo così meno spazio da imbrattare con le lunghe ed articolate frasi che utilizzavo per esprimere concetti semplici.
Ho sempre adorato l'utilizzo degli incisi, con inciso annesso, al cui interno ero in grado di posizionare un terzo grado di incisione (a volte camuffato dalle parentesi), e del punto e virgola; con il resto della punteggiatura tentavo di usare, non senza difficoltà, le regole grammaticali.
Mancavo di fantasia, spesso non conoscevo che marginalmente gli argomenti che dovevo e tentavo di trattare, di norma faticavo a raggiungere il limite minimo di lunghezza dello scritto imposto nella verifica.
Non ultimo per importanza, la mia calligrafia pessima rendeva un compito ingrato ogni tentativo di decifrazione da parte del professore di turno.
Questo carico di pesantezze mi rendeva poco propenso alla scrittura e, se avessi dovuto definire il mio rapporto con questa, non l'avrei certamente associata ad un piacere.
Ora, a distanza di molti anni dalle scuole dell'obbligo, alcune dinamiche sono cambiate. La calligrafia è un font, non subisco correzioni, non devo raggiungere un limite minimo, scrivo quando ne sento il desiderio e tratto gli argomenti che voglio.
Quando mi accade un evento significativo, emozionante o divertente, a volte sento la necessità di raccontarlo. Mi siedo davanti alla tastiera del mio vecchio pc, o della mia ancora più vecchia Olivetti Lettera 22, e descrivo quello che è successo in maniera quanto più reale possibile... o quasi.
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